Tic-tac..tic-tac..l'infaticabile suono del tempo che scandisce la nostra esistenza e che l'uomo ha racchiuso in un blocco di ingranaggi chiamato orologio. Riflettevo sul fatto che non esiste una condizione presente del tempo o per lo meno, non è una condizione percepibile dall'uomo. Difatti passiamo il 90% della nostra vita a pensare al passato e al futuro e mai al presente. Non perchè non ne abbiamo voglia o perchè non sia una nostra fonte di preoccupazione, semplicemente perchè è così inafferabile che nel momento in cui sta per essere non ancora è e nel momento in cui è, è già stato. Contorto vero? :-p
Però è così. Il presente non è altro che l'attimo di transizione che connette passato e futuro, malinconia e ansia, delusioni ed aspettative, sentimento e paura. Anche quello che proviamo e percepiamo, non è mai in funzione del presente.
Ad esempio, la gioia per un avvenimento particolarmente positivo giace già nel passato, ovvero nel momento in cui il fatto è accaduto e non è più presente, la scossa che parte dalle labbra e va a finire nelle sinapsi cerebrali dopo un bacio con la persona amata, fa parte del passato, di ciò che è stata quell'unione amorosa in quel frangente di tempo che stava fra il desiderio del bacio (futuro) e il sentimento scaturito da questo (passato). Dunque si potrebbe vedere il futuro come un susseguirsi di presenti e il passato come il trascorso di questi, come in una pellicola cinematografica.
Non so perchè mi ossessioni tanto il tema del tempo in questo periodo, saranno i cambiamenti, sarà il passato che a volte ritorna, ma fatto sta che è fonte principale dei miei pensieri..!
Mi sa di avervene fatto perdere già abbastanza (di tempo) leggendo queste mie speculazioni pseudo-filosofiche..eheheh!Vi lascio al vostro pomeriggio/serata, augurandovi che sia ovviamente piacevole e tranquilla ;)