The Akta's Way

...do the evolution babe...
martedì, 28 novembre 2006

"Ti-ti-ti..ti-ti-ti..ti-ti-ti.."
"Fiammaaaaaaa..!!Ti alzi o vuoi che venga lì a farlo io a modo mio..??"
"Ma mammaaaaa..ho sonnooooo.."
Il mio risveglio stamattina è andato più o meno così, solito copione stessa regia di tutte le mattine, con la differenza che il "ti-ti-ti" suona tre ore dopo e le grida di mamma e figlia fanno solo da colonna sonora famigliare alla mia quarta o quinta fase rem del sonno.
Stamattina invece sono entrato anch'io nel cast di questo film che ricorda un pò tutto il cinema italiano quando si tratta il tema della famiglia.
"Ma che cazzo, lo sa che alle nove meno un quarto dobbiamo uscire, per favore fiamma vai a chiamare marco.."
Erano le sette e venti.
Mancavano ancora un'ora e venticinque minuti.
Forse il mio orologio si era fermato.
Forse l'ONU aveva deciso di rimandare l'ora su quella solare
Forse...
"Marcooooooooooooooooooooooo..!!"
Tempo scaduto.
L'uragano biondo dagli occhi blu era già lì che imperversava sul mio letto e cercava di trascinarmi nel suo occhio con tutto il mio guscio di coperte.
"Ok, ok fiamma mi alz..cazzo..un attimo..porc.."
Aveva vinto e usciva dalla stanza con il passo di chi sa di aver dominato il proprio nemico.
Si sentiva come Cesare, veni vidi vici.
La riesumazione è sempre stato un trauma per me, una sofferenza indescrivibile.
Comunque sia, ho fatto tutto quello che è di routine per me la mattina.
Lancio le coperte per la stanza
Alzo la serranda
Apro la finestra
Cerco nel frigo il succo di frutta e scaldo il cornetto nel microonde
Faccio il caffè
Mentre faccio colazione lascio la stufetta accesa in bagno
Faccio la doccia
Mi guardo allo specchio e dico: "mmmmh, sarà il caso di uscire con sta faccia..?"
Poi comincio i miei giri quotidiani in tranquillità accompagnato dal mio fedelissimo lettore mp3!
Bene, credo di essermi dilungato abbastanza per stamattina e visto che gli impegni mi chiamano vi lascio ad un lavoro nuovo, tanto interessante quanto insolito.. ;-)

"Papoz.. :-*!"
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domenica, 26 novembre 2006

Tailoring

I supereroi non esistono. Questa è una cosa che ho capito quasi due anni fa, quando in un rigido febbraio i miei occhi fissavano stanchi quel ramo di un albero spoglio dalla finestra della camera. Un silenzio assordante. Non riuscivo a percepire nemmeno il battito del mio cuore, forse ero entrato nella non vita. Nella testa riecheggiava solo un pensiero: è così. Invano i rimorsi cercavano di attaccarmi lo spirito, scivolavano come su degli specchi schiantandosi nel suolo della rassegnazione sulla quale poggiavo, oramai, tutta la mia persona nei suoi 74 kg di peso. La consapevolezza che non tutto dipendeva da me, mi lasciava spiazzato. Io che credevo da ragazzo ottimista e forte dei suoi valori romantici, che ciascuno è fautore del suo destino, che in fondo se una cosa la vogliamo sta a noi saperla ottenere.
"No, non è così.."
Un sorriso amaro faceva da cornice a quella frase che demoliva le tante speranze che un ragazzo di 19 anni dovrebbe avere. Perchè in fondo a 19 anni bisognerebbe essere spensierati, dovrebbe essere un'età "leggera" e non carica di responsabilità e di emozioni troppo forti per essere sopportate da un cuore così giovane. Al massimo ci si dovrebbe preoccupare della ragazza che ci ha lasciati, dell'esame che non abbiamo passato, dell'amico che ha tradito la nostra fiducia. Tutto qui, non si dovrebbe andare oltre, anzi il caso non dovrebbe riservarci nulla più. Le trame del destino però, non le intrecciamo da soli, il risultato della storia e di questo presente nel quale riservo degli attimi di vita per questo sfogo virtuale, è dato dalla moltitudine di fili con i quali ognuno di noi ha contribuito e sta contribuendo a realizzare questo abito di vita che sembra non aver mai fine. Chissà chi lo dovrà mai indossare, chissà perchè noi con il nostro uncinetto siamo così dediti alla sua tessitura. Forse perchè speriamo di poterlo indossare noi un giorno, o forse potranno farlo i nostri figli o i loro figli ancora.
"Mah.."
Fatto sta che spesso molti di noi purtroppo si stufano di questo lavoro che in fondo un vero scopo non ce l'ha, se non quello della gratificazione personale che ci fa dire: "vedi, anche io so cucire bene!"
Ma c'è anche chi non impara mai, chi non è affatto interessato, chi se ne fotte di cucire per bene e si accontenta che i fili tengano quel tanto che basta per far sì che il vestito non perda il verso giusto della cucitura. Poi capita che qualcuno sia più sbadato o egoista degli altri e allora ecco gli strappi, voragini che si aprono su quella matassa immensa di tessuto. Ed ecco pronti gli altri abili tessitori di vita che cercano di porvi rimedio, mettendosi all'opera con tutto il loro cuore per impedire che quella defezione possa rovinare l'intero abito. Non sempre ce la fanno, perchè se il debole o l'egoista non riesce a seguire il ritmo della vita, gli altri non possono far nulla altrimenti chi tesserà al loro posto mentre sono intenti ad aiutare il loro compagno..?E così il buco rimane, ma tanto in un capo d'abbigliamento così grande chi lo noterà se non le persone che vi lavorano proprio accanto..?E così queste stesse persone vedranno anche il proprio lavoro rovinato da quel difetto che si parcheggia proprio lì di fianco alle loro trame. E nel peggiore dei casi, qualcun altro si stufa a sua volta perchè credeva che il suo operato potesse essere perfetto e invece..
"Passo più tempo a vedere il lavoro degli altri che non a fare il mio.."
Questo perchè voglio, dopo aver visto che in fondo non è tanto difficile che il nostro vicino possa dar luogo a strappi anche della peggior specie, che la prossima volta non sarò troppo dedito alla mia parte di tessuto, ma con la coda dell'occhio avrò modo di vedere ed aiutare chi è meno portato per questo lavoro di sartoria, perchè alla fine dei miei giorni, per quanto possa essere encomiabile e riguardevole il mio operato, ci sarà sempre e comunque quel difetto che renderà il tutto meno bello ed invidiabile.
Intrecciate ed intrecciate ancora le vostre trame, usate quanti più colori possibili e chi se ne frega chi lo porterà mai questo vestito, tanto che abbiamo di meglio da fare..?C'è forse qualche altra attività possibile a cui dedicarsi..?
"No"
In fede vostro..
Akta
P.S. per quanto possa sembrare il contrario dalle mie parole, mi piace come sta venendo il mio, anzi il nostro lavoro, perchè ho la fortuna di avere i migliori stilisti in circolazione accanto a me, che con stile e passione incantano la mia vita e mi mettono sempre più voglia di star lì a cucire.
:-*!

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venerdì, 24 novembre 2006

Nostos e Algos

Il matrimonio di queste due parole, di origine greca, mette alla luce uno degli stati d'animo più profondi e irrazionali che l'uomo conosca: la nostalgia. Infatti che cos'è davvero, o meglio da cosa scaturisce quella sensazione di dolore che come una ventosa sturalavandini si attacca al nostro cuore fino a provocarci del vero e proprio dolore fisico? Nostos in greco vuol dire "ritorno", mentre Algos significa dolore..non è il ritorno del dolore (il che potrebbe ricordare un sequel di un b-movie della peggior specie :-p), ma il dolore del ritorno. Il male che prende vita in noi stessi quando i luoghi soprattutto cominciano a parlare di noi, del nostro passato, di quanto eravamo felici. Perchè sì è vero, il passato lo rendiamo sempre più bello di quello che è, ci sembra sempre perfetto in tutto, anche le cose negative ci piacciono e riusciamo a trovargli una giustificazione sul perchè abbiano fatto parte della nostra vita. E' un po' un modo per autocommiserarci quando il presente non ci piace più di tanto e sicuramente ci fa star meglio.
La malinconia invece può essere considerata come una sorella minore della nostalgia, con una differenza sostanziale: il senso di piacere. Perchè la malinconia ci piace..provoca un piacevole dolore, cosa che la nostalgia non fa assolutamente anzi ci fa piangere, porta quasi ad un senso di disperazione. La malinconia ci fa venire la pelle d'oca, ci commuove l'anima, ci rende vulnerabili come gli innamorati..insomma a conti fatti noi questo d'animo non riusciamo a percepirlo come negativo, perchè ci piace averlo dentro seppur esso provochi comunque dolore e senso di insoddisfazione.
"Se lo avessi saputo prima.."
Questa è una frase che ci accompagna spesso, quando l'inaspettato viene a farci visita..
A conclusione di tutto questo discorso, credo che l'uomo senta sempre più la necessità di vivere situazioni ed emozioni negative, questo perchè è sempre più incapace di apprezzare la vita e le piccole sfumature che vi sono in essa. Ho imparato dall'esperienza, purtroppo, che anche trovare il cornetto alla marmellata e il succo di frutta alla pera (il mio preferito) al mattino, può essere motivo di felicità. Cioè, la felictà non è solo grande, ma è anche piccola, è in tutte le cose che ci danno piacere, anche fosse per un solo istante.
Dopo tutto questo discorso uno di voi potrebbe giustamente arrivare alla seguente deduzione..ma allora anche la malinconia è felicità?Il piacere del dolore è felicità?Suona come un controsenso amici miei, ma per me la malinconia è fonte di benessere e di vita, è la prima sorgente a cui la mia anima si disseta a piccoli sorsi, è la felicità che fa male e che fa apprezzare ancora di più il significato della felicità stessa!

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mercoledì, 22 novembre 2006

Please, shoot me more!

Acqua. Incessante e inarrestabile tra le maglie dei cappucci che coprivano le nostre teste. In bocca un sapore rancido di pera, precisamente del succo che aveva accompagnato i drink di quel martedì sera bolognese. Pessimo sapore, ma aveva svolto la sua funzione che ora assolvevamo a piccoli passi nella strada per casa.
"Che cazzo fai..?"
Michele aveva appena scambiato la mia schiena per uno scendiletto, ma non potevo pretendere data la sua non lucidità che indovinasse il verso giusto del letto dal quale scendere..butto un occhio sull'orologio, le tre e tre quarti.
"Cavolo, stiamo dormendo solo da dieci minuti..e io che credevo fosse già giorno"
Intanto Mick si avviava verso il bagno per svuotarsi un pò la vescica, carica di una quantità di alcool con la quale ci si sarebbe potuta disinfettare l'intera popolazione mondiale. Dario continuava a far cadere posate e bicchieri in cucina accompagnando ogni caduta con una risata da perfetto pazzo criminale.
Io avevo gli occhi sbarrati, la plafoniera piazzata lì al centro del soffitto era uno schermo sul quale proiettavo le immagini della mente. Perchè lei, la mente, non era a Bologna, ma vagava qua e là tra isole di fantasia e picchi emozionali.
"Ogni respiro non riempie soltanto i polmoni"
Già. Era come se ad ogni respiro potessi sentire quel profumo particolare che il mio spirito aveva fatto proprio da poco tempo a questa parte. Inalavo come fosse dell'incenso al muschio bianco, cercavo di gustarlo e sentivo vibrare ad ogni soffio le corde dell'anima in modo armonico e suadente.
"Oh, ti faccio il saluto di star trek?"
Michele era sulla porta e mimava appunto quel tipo di saluto, spezzando quel rituale respiratorio e riportandomi con una fragorosa risata nel mondo che mi circondava in quel momento. Lanciatosi sul mio letto a mo di supereroe provava a scatenare la sua molestia (tipica del suo status da ebbrezza) con una serie di gesti giocosi-violenti tali da riacutizzare il dolore che mi aveva accompagnato per tutto il giorno.
"Notte Mick.."
"Notte frocio.."
Era il suo classico e dolce modo di darmi la buonanotte.
Ora mi rimaneva solo di abbandonarmi alle buie stanze e pensare che in fondo un materasso per terra non è poi così scomodo, specie con un divano accanto dove appoggiare la schiena. La pellicola continua a girare da più di 24 ore oramai, ma non c'è mai stato un solo istante in cui mi sia stufato di rivederla. Solitamente riesco a vedere lo stesso film massimo due volte, questa volta invece sembra che il film non finisca mai..inizio e fine sembrano essere strettamente colegati tra loro.
"Piano, piano..senza alcuna fretta.."
Ora sarà il caso di farsi una doccia per togliere questo odore di vodka ai frutti di bosco che sento ovunque..
Buon pomeriggio..!
:-*!
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martedì, 21 novembre 2006

Twelve

Dodici, un numero che non mi sento assolutamente di considerare in questo momento, come del resto i numeri non mi piacciono affatto per certe cose, nonostante la matematica sia per me come una seconda lingua..eppure se proprio per amor di cronaca della mia vita devo considerare dei numeri, perchè la quantità di enti è tale, preferirei farlo con un addizione, ad esempio un 11+1. Sarebbe molto più indicativo e corretto per il significato che contiene.

"E' la vita che si fa spazio"

Stamattina mi sono svegliato con la sensazione che l'intera linea di autobus di bologna mi fosse passata sopra..muovo il braccio per afferrare il cellulare posto sul comodino e sento male alla spalla..il dolore si propaga poi alle gambe, all'addome per finire poi al polpaccio destro che sembrava aver assunto la consistenza di quello del david di michelangelo: duro come il marmo.

La cosa più bella era il masochismo con cui mi piaceva sentire tutte queste sensazioni, assaporarne il vero significato e sorridere per quello che rappresentavano veramente.

"Raccolgo i frutti del mio lavoro"

Cosa che sono spesso abituato a fare per fortuna, non lascio mai niente lì, abbandonato in chissà quale "angolo" del mondo, è la parte più gratificante, è la sensazione per eccellenza che fa collassare l'universo in punto solo, per poi sprigionare il tutto in un micidiale cocktail di piacere e istinto.

"Avrei bisogno di un cuscino certe volte"

Già, per tapparmi la mia maledettissima bocca che a volte dovrebbe moderare i toni e i termini onde evitare figuracce della peggior specie..o ci vorrebbe qualcuno pronto a tapparmela, ma non sempre questo è possibile.

"Vediamo se riesci a farti spazio.."

Questo post non sembra aver molto senso, sono solo pensieri che si fanno strada nella mia mente e trovano come unica via di uscita le mani e la tastiera di questo pc..sarà meglio che vi lasci con un bel lavoro per allietare un pò la vostra graditissima visita..!

I love you (inteso come affetto eh! :-p)

P.S...atè come promesso l'ispirazione è arrivata.. :-p non ci saranno pensiline, ma l'idea c'è.. ;-)

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sabato, 18 novembre 2006

Cooking

Nulla di che in questo post, semplicemente un occasione per ringraziare il mio amico, che chiamerò con il nome immaginario bonzo, del pranzo che mi sta preparando con tanta cura e amore, come la migliore delle mamme..oddio nonne visto il look che presenta davanti ai fornelli.. :-p

Buon appetito!

Scusa, ma quando entra franz?

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venerdì, 17 novembre 2006

Ovid's Metamorphoses

" Oh cazzo.."
La lucina rossa della televisione disturbava l'occhio nella mia fase di risveglio, ma non distoglieva la mente dal sogno appena conclusosi in quella fredda notte di novembre..
" Al tuo incoscio non puoi sfuggire.."
Già, quella era la frase migliore che potesse suggerirgli il suo cervello, anche perchè buona parte dei due emisferi continuava a riavvolgere e rivedersi il sogno come fosse un capolavoro di Guy Ritchie, uno dei suoi registi preferiti.
Niente gesti meccanici stamattina, ho stropicciato gli occhi per dieci minuti prima di gettare a terra quella matassa di coperte che aveva cullato il dolce sonno e andare a prendere un bel caffè seguito da doccia bollente..niente serranda alzata, niente finestra aperta, era come se avessi paura che tutto quello che avevo immaginato potesse uscire da quella stanza. E io non volevo. Doveva restare dentro di me, un segreto da custodire gelosamente.
" I segreti non fanno per te"
" Che palle, vuoi lasciarmi un attimo tranquillo? Mi sono appena svegliato e che cavolo.."
Stavo rispondendo a me stesso, questo mi spinse ad accelerare i tempi del risveglio e a farmi immediatamente una bella doccia..neanche così bollente.
Ok, dopo questa breve (ehm..) introduzione vi parlo un pò di quello che mi ha sconvolto davvero oggi. Ero sul mio bel divano rosso di casa quando, finito di leggere un articolo di cronaca locale, mi è venuta l'idea di vedere cosa passavano in tv. Su Sky TG 24 davano le previsioni del tempo riguardanti il lago di bracciano e zone limitrofe..già, perchè proprio su quella piccolissima porzione dello stivale nazionale?Perchè, udite udite, quello sarà il luogo dove verranno celebrate le nozze di tom cruise e katie holmes..ora dico..ma come cazzo si fa e soprattutto, a chi gliene può fregare di una cosa simile?Poi ho pensato..se danno una notizia del genere è perchè la gente la vuole sapere, perchè il wolk come lo chiamano i tedeschi (popolo) è interessato a questa notizia dallo spessore di un foglio di carta millimetrata. Allora devo dar ragione a chi mi definisce la televisione come "La madre delle prostitute e dei luoghi comuni, delle banalità che tutti criticano, ma che tutti vogliono vedere e sapere". Spengo la tv, lancio il telecomando con un senso di disgusto nell'angolo del divano e decido che forse è meglio una passeggiata. Infilo le cuffiette del mio inseparabile lettore mp3 e mi avvio senza una meta ben precisa..il lavoro di oggi riguarda quest'ultimo tema trattato, l'avevo finito qualche giorno fa, ma oggi mi sembra la giornata più adatta per condividerlo con voi.
Non penso mai al futuro, arriva sempre così presto!
P.S. : auguri a samu x la sua laurea specialistica.. ;) non credere che mi fossi dimenticato! :-p


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martedì, 14 novembre 2006

Travelling in suburbia

In realtà questo doveva essere un post totalmente diverso, ma una serie di cose mi hanno portato a cambiare gli argomenti trattati..questo è un periodo strano, fatto di novità tanto inaspettate  quanto belle, ma anche di notizie ed avvenimenti che come pece di pregevole fattura, copre a strati quanto di bello si potrebbe godere in queste giornate tutt'altro che monotone.
Non lo so..ho tantissimi pensieri che intasano il mio cervello come il raccordo anulare di roma nell'orario di punta e non riesco ad esternarli..ho paura che gli altri non possano capirli, ho paura di essere frainteso. Perchè in realtà non so neanche io cosa penso davvero.
Perchè tutte le volte che ho provato a guardare avanti è sempre andata diversamente da come me l'aspettavo.
Perchè è bello che sia così, "tutto quello che viene è un di più".
E questo pensiero lo estenderei ad un mio amico..(che non cito, ma lui sa chi è perchè mi ha detto di citarlo.. :-p)..
Cmq sia, la luna in questa fase scatena le solite maree ormonali che il mio cervello a stento riesce a tenere a bada, tant'è che un colletto alzato di una camicia verde per me potrebbe essere il top..ma lasciamo cadere anche questo discorso..!
Mi è rimasto almeno il disegno, l'unico mio vero confidente..
Everything is possible, everything is relative..
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martedì, 07 novembre 2006

Teste di piombo..

..o forse il peso della ragione..ero indeciso su come chiamare questo lavoro che mi ha stimolato non poco nella sua produzione..il tutto mi è venuto da una semplice battuta che un mio amico ha fatto in merito ad un suo conoscente, il quale veniva definito così intelligente e profondo da aver bisogno di sostenere il peso della sua testa con il supporto delle mani..i soggetti sono indefiniti, dei manichini. Adoro in questo periodo eliminare i dettagli e dare più senso alle opere concentrandomi solo sul loro vero contenuto. I dettagli sono per i narcisisti, distraggono e portano lo spettatore fuori dal contenuto vero del lavoro. Il messaggio deve essere diretto, lampante, così come lo è in quest'opera. Bella serata ieri sera, almeno per quelle tre-quattro ore ho riposato un pò il cervello dai mille pensieri e l'ho scaricato con piacevoli e deliziose chiacchierate, tra risate, gag e qualche pennellata qua e là di riflessione su alcune cose del passato..chiusa con il ritorno a casa e la scelta delle luci per il lavoro che vi propongo qui in basso..stay tuned ;-)
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giovedì, 02 novembre 2006

Oggi possiamo dire che è arrivato l'inverno, senza essere passato per l'autunno. Un pò come a Monopoli quando si va in prigione senza passare per il via. Ho aperto la finestra appena sveglio, come di routine, e per un attimo ho pensato di aver aperto il frigorifero, perchè il gelo che è entrato in camera era a dir poco da tundra scandinava!
Mi piace il freddo, l'inverno e il cielo color piombo. Forse perchè questo è il clima ideale per crare un ambiente famigliare, fatto di cioccolata calda, amici e divani da 3 su cui ci si siede in 5. L'unico inconveniente del freddo, è la doccia..quanti di voi avranno provato migliaia di volte quella sensazione micidiale dalla quale il nostro corpo viene paralizzato quando si apre la cabina, della doccia appunto, dopo 10-15 minuti passati sotto l'acqua che raggiunge temperature prossime a quelle del magma? :-p
Orribile e distruttiva allo stesso tempo.
Pertanto la cosa migliore da fare (come spesso infatti il sottoscritto fa) è quella di accendere quelle ministufe che sembrano dei phon dalla forma cubica per scaldare il bagno, ma se avete un bagno abbastanza grande allora siete condannati a vivere quella brutta sensazione per tutta la stagione.. ;-p
Bene..mi rendo conto che lo spessore di questo post non supera un foglio di carta millimetrata, però è meglio così..perchè in questo periodo rifletto già abbastanza, assillato da mille domande e preoccupazioni, ma circondato anche da persone splendide che rendono il tutto molto più leggero e a portata di mano!
Stanotte parte il mio broth atelkin, approfitto per augurargli buon viaggio e buon soggiorno in quel della nazione dei biscotti (danesi)
Ora vi lascio e come sempre lo faccio mettendo a fondo post uno dei miei lavori, stanotte a tema invernale.. ;-)
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