Neon.
L'unica luce che accompagna questo mio natale 2006 anno domini.
La lampada è difettosa, cosicchè l'intermittenza involontaria rende la luce ancor più simile a quella degli alberi natalizi.
La vigilia mi mette addosso la malinconia, rendendomi dunque felice, il giorno di natale nostalgia, quindi sofferenza.
Sono oramai diversi anni che aspetto con ansia questo giorno per poi sperare che passi il più in fretta possibile. Tutti sono riuniti con le proprie famiglie, io faccio dei caratteri ascii i miei unici famigliari in questo momento.
16 e 18, anzi 19 minuti.
Mancano ancora quasi otto ore alla fine del giorno che porta con sè fardelli emotivi di pesi diversi, ma che sommati sono insostenibili, rendono la schiena dello spirito curva e dolorante.
Tuttavia passerà, i secondi si sommeranno uno all'altro e raggiungeranno la cifra necessaria per pagare il prezzo del natale, il natale diverso di Marco, il natale in cui c'è ben poco da festeggiare se non gli ottimi antipasti della sua amata zia Rita.
Altro problema che mi soffoca in questo periodo è la mancanza di fondi liquidi, del volgar danaro. Perchè nel portafogli di pelle marrone galleggiano solo 40 euro da far bastare fino all'epifania, una cosa impensabile dato che manca ancora un regalo alla mia lista e dovrò pensare anche a capodanno.
Non accetto prestiti, nè soldi da chi mi vuole bene perchè non sono loro che devono camparmi, una famiglia ce l'ho, ma forse ho ragione quando dico che la suddetta famiglia non è di certo nei geni.
Chiudo gli occhi per poi riaprirli a fatica in questo dannatissimo giorno del quale ho vissuto solo cinque ore e non sono neanche a metà.
Allora disegno.
Sento in bocca il sapore salato del natale, le mani tremano ma non smettono di far da tramite tra la sofferenza interiore e lo sfogo con il mondo cibernetico che anch'esso riposa nel giorno più santo dell'anno.
Ricordo ancora gli anni in cui queste 24 ore erano per me davvero felici, ricordo cosa facevo e come si svolgeva il giorno, ma non ricordo assolutamente nè le sensazioni nè gli stati d'animo che si accompagnavano con esso.
Scrivo a pezzi perchè non riesco a seguire un filo continuo dei miei discorsi, perchè a volte mi verrebbe da piangere se solo mi guardassi dall'esterno, così come ho fatto qualche giorno fa, quando mi sono trovato davanti una persona che versava in condizioni ben peggiori delle mie. Allora mi sento un egoista, perchè dovrei riconsiderare la mia posizione rispetto anche a quella in cui si ritrovano molte altre persone a questo mondo.
Però sono stanco e mancano ancora troppe troppe ore.
Buon natale, ma senza sorrisi nè strette di mano.
-aKta-

